Ma non potevi saperlo...

scritto da Vixi
Scritto Ieri • Pubblicato 23 ore fa • Revisionato 23 ore fa
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Testo: Ma non potevi saperlo...
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Il mio cellulare improvvisamente vibrò nella tasca destra dei jeans. Strano, pensai, di solito non mi scrive mai nessuno a quest'ora, così controllai subito: forse è qualcosa di grave, pensai - più o meno ad alta voce - mentre accendevo lo schermo e scorrevo le notifiche accumulate. L'app di musica consigliava brani nuovi, qualche messaggio non letto attendeva pazientemente risposta, la galleria proponeva foto un po' mosse di febbraio, le impostazioni mi ricordavano della batteria quasi scarica. Finalmente, dopo averle cancellate quasi tutte, riuscii a leggere il testo della più recente, un messaggio di Amelia: "Tanto anche se è vero lo butto".
Non capii subito, ma non ebbi tempo di aprire la chat che notai la ragazza accanto a me tentare di sbirciare lo schermo oltre il mio braccio destro, che copriva metà cellulare per colpa della prospettiva. Emma era mia amica e le volevo bene anche se a volte aveva la brutta abitudine di leggere le conversazioni che le persone accanto a lei scrivevano al telefono. Un po' mi dava fastidio, anche se le conversazioni non erano granché segrete, ma non ho mai avuto il coraggio di confessarglielo per paura di ferirla, e a dir la verità ci sono tante cose che non ho mai detto o fatto proprio per questo motivo. Ad ogni modo, tentai di girarmi leggermente in modo che il mio corpo coprisse più schermo, ma nello spazio ristretto dei sedili dell'autobus non era fattibile, anche mascherandolo con un cambio di postura per pura comodità. Essendosi accorta che la stavo controllando con la coda dell'occhio, Emma si voltò di scatto e mi guardò a sua volta, con lo sguardo colpevole di chi sa di aver fatto qualcosa di sbagliato e se ne pente sinceramente.
Si scusò a bassa voce, un po' imbarazzata, e si girò verso il finestrino. Potei finalmente cliccare sulla notifica, e la conversazione apparve sullo schermo con qualche istante di ritardo dovuto al caricamento più lento del solito. Il messaggio di Amelia era riferito ad un video che le avevo mandato qualche ora prima, riguardante il nostro argomento di scherzo più recente: mandare lettere di San Valentino ai nostri amici a scuola il quattordici febbraio. "Tanto anche se è vero lo butto". Ah, se solo avesse saputo. Se solo avesse immaginato che, nel mio piano di messaggi apertamente scherzosi, ce ne stava uno serio destinato alla mia più cara compagna. Ma non poteva saperlo, e soprattutto non doveva saperlo. Così le chiesi il perché di quella sua decisione, e il messaggio che fece vibrare il mio cellulare qualche secondo dopo mi spezzò il cuore. "Amelia cuore di pietra" era stata la mia battuta ironica. "No, è che non ci crederei mai" la sua risposta, seria.
Come può pensare ciò, mi chiesi, quando tutto di lei è fatto apposta per essere amato? Sì, riflettei, forse è la mia visione che è un po' addolcita, ma anche un cieco riconoscerebbe in lei una persona d'oro. A volte, però, se ne dimentica persino lei, e quando il mio cuore mi dice ricordaglielo, la mia mente risponde fermati, non rovinare tutto.

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